Memoria e digitalizzazione: una fiaba ci ricorda cos’è meglio

Per chi ha perso la tesi di laurea in un disgraziato clic prima della discussione in aula, per chi ha distrutto il sito web conoscendo un simpatico hacker, per chi ha bruciato i dischi con le foto della sua bambina e per tutti quelli che come me cercano di capire come conservare meglio la memoria della propria vita…

La Memoria era il bene di ogni persona sulla Terra,
con il suo ricordo erano distinti buono e cattivo, gioia e noia,
a quel tempo le esperienze venivano tramandate con le loro istruzioni…

Un giorno, però, qualcuno scoprì che la Memoria era più lenta dei Computer,
con semplici 0 e 1, i Bit presero il posto dei ricordi in case e uffici.
Così, prima che si potesse capirne bene la ragione, la Memoria divenne rarità.

I Bit erano piccoli, agguerriti e solidali tra loro, ma non per bontà.
Si organizzavano in ROM, RAM e poi si rintanavano in HardDisk e FloppyDisk,
quindi passarono sui CD, i DVD, gli SSD, MicroSD e PenDrive.

memoria - immagine di Emilio Agra

La Memoria nell’Era digitale – disegno di Emilio Agra

In breve tempo, conservare i ricordi sui supporti digitali sembrò universale.
La digitalizzazione era un processo inarrestabile e coinvolgente,
tanto che le persone dimenticarono presto di avere la loro Memoria…

Un giorno qualcosa iniziò a funzionare in modo strano:
i CD graffiati facevano saltare le canzoni, i computer non leggevano più i DVD,
e si dimenticarono dei FD, e bruciavano di tanto in tanto anche interi HD ed SSD!

Le donne e gli uomini della Terra iniziarono a mancare di esperienze,
e di dati, di immagini, di suoni, di musica, di storie e di Vita.
Qualcuno si ricordò della vecchia Memoria, lei non si rompeva ma ormai era scomparsa.

I ricordi di bambini, nonni e quelli degli sposi furono cercati per tanto tempo
in Computer, TV, Stereo, Telefoni, Auto, Lavastoviglie e Lavatrici…
poi un uomo ritrovò la vecchia Memoria, capì e disse subito agli altri:

1) i ricordi digitali sono fatti per svanire nelle nuvole.
2) la vita è quella che si ricorda e come la si ricorda per narrarla.
3) una montagna di ricordi non uguaglierà mai una minuscola speranza.

E alla fine si misero a cantare tutti una vecchia filastrocca
che finalmente riuscivano a ricordare e che faceva all’incirca così:

“Ricordi belli, ricordi brutti
Ricordi passati, ce n’è per tutti.
Ricordi rimasti, ricordi volati,
Ricordi vivi e ricordi scordati.
Ricordi leggeri, ricordi duri,
Alcuni di ieri, altri futuri.
Ricordi di pace, ricordi di guerra,
Di molta fortuna e di un po’ di iella.
Stanno ballando nella mia testa,
Non sono sicura, ma sembra una festa.
È bello a volte andare lontano
E la memoria tenere per mano.
Ma è molto più bello tornare al presente
E vivere oggi più intensamente.”

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