La trama della tua impresa

Le note musicali sulla scala cromatica si susseguono ogni sette intervalli, cinque toni e due semitoni, dando origine a infinite possibilità di combinazione di suoni. Le possibili trame per la scrittura di una storia sono 7, forse 11, al massimo 36, ma i racconti che è possibile creare sono davvero infiniti.

Dal Do al Si, inclusi due semitoni (tra Mi e Fa, tra Si e Do), sono questi i soli mattoni per la creazione della musica. Ma quanti generi conosciamo oggi? Quante canzoni abbiamo ascoltato e ascolteremo ancora? Quanti arrangiamenti produrranno variazioni e combinazioni di melodie? Infinite.

Per l’arte del racconto, Georges Polti (1867-1946) indicò 36 possibili trame per costruire racconti. Trentasei tipi di canovacci diversi per scrivere racconti, romanzi, poesie o epistolari… fosse vissuto oggi avrebbe incluso anche la pubblicità, i film, i radiodrammi, forse anche i siti web, sicuramente la promozione di un marchio! Ci avrebbe guardato negli occhi e, col suo famoso sguardo affilato, da sopra i suoi occhialetti, avrebbe sentenziato: “Pas plus de 36!” (Per la cronaca, questo è l’elenco di trame possibili per Polti: 1: supplica, 2: liberazione, 3: vendetta, 4: vendetta tramandata tra famiglie, 5: inseguimento, 6: vittima di crudeltà o sventura, 7: disastro, 8: rivolta, 9: impresa coraggiosa, 10: rapimento, 11: enigma, 12: raggiungimento di uno scopo, 13: odio familiare, 14: rivalità tra familiari, 15: adulterio con omicidio, 16: follia, 17 imprudenza fatale, 18 crimini d’amore involontari, 19: uccisione accidentale di un consanguineo, 20: sacrificio volontario per un ideale, 21: sacrificio volontario per i familiari, 22: sacrificare tutto per passione, 23: sacrificio delle persone amate, 24: rivalità tra superiore e sottoposto, 25: adulterio, 26: crimini d’amore, 27: scoperta del disonore di una persona amata, 28: ostacoli d’amore, 29: amore per un nemico, 30: ambizione, 31: conflitto con una divinità, 32: gelosia ingiustificata, 33: giudizio erroneo, 34: rimorso, 35: ritrovamento di una persona dispersa, 36: uccisione di una persona amata)

Poco tempo fa un accademico inglese di nome Booker rifece un po’ i conti e scrisse, alla fine del suo best seller “The seven basic plots: why we tell stories” (se vuoi, acquista qui), che per lui, da Omero alla pubblicità in TV, sono raccontate sempre e soltanto 7 trame. Ecco quali sono per lo studioso:

  1. L’ascesa
  2. La ricerca
  3. Andata e ritorno
  4. Commedia
  5. Tragedia
  6. Rinascita
  7. Lotta con il mostro

11_plotsDobbiamo ammettere che l’analisi di Georges Polti era stata di certo più accurata anche se poteva includere situazioni poco attinenti al reale o al realizzabile nella nostra epoca (in quanti scriverebbero una storia sul “Conflitto con una divinità”?). Booker sentenzia quindi che sono sufficienti solo 7 modelli per riconoscere ad esempio che Macbeth (scritto da un certo W. Shakespeare intorno al 1611), Lolita (di Vladimir Nabokov, 1955) e Jules et Jim (romanzo autobiografico dello scrittore francese Henri-Pierre Roché, nonché film diretto da François Truffaut nel 1962) provengono dalla stessa idea di conflitto e sfruttano lo stesso identico modello narrativo, che hanno la stessa trama di fondo.

In tempi ancora più recenti, il romanziere Philip Pullman, interessato personalmente alla questione delle 7 trame principali, ne volle aggiungere altre 4. Per lui tra queste quattro era fondamentale “La bella e la bestia”, sulla quale aveva scritto lui stesso più di un’opera…

Oggi è chiaro che le possibilità offerte dalle trame sono più che sufficienti per raccontare qualsiasi storia e in qualunque mezzo, in TV al cinema in radio o attraverso i device elettronici.

arc_storytellingOccorre quindi operare una scelta iniziale di canovaccio (di canvas, come direbbe un pittore o un grafico esperto di Adobe Photoshop®) e poi partire con la creatività:

  • capire la situazione che vogliamo raccontare,
  • il conflitto (dilemma) che possiamo risolvere,
  • tracciare il punto del viaggio dal mondo ordinario a quello dell’avventura (straordinario),
  • raggiungere l’obiettivo (outcome, il risultato),
  • ritorno al focolare con la lezione imparata e un valore in più assunto.

Nell’ultimo passaggio di quello che è noto come arco dell’arte di Storytelling deve essere compreso il ricordo del marchio che desideriamo proporre ai nostri pubblici: un vestito, una bibita, un capo di abbigliamento o un mobile, un servizio o un bene effimero, un valore intangibile? Una consulenza o un’assistenza? E’ possibile scegliere una trama e costruire sopra una storia per qualunque prodotto o servizio.

Cosa può fermare l’immaginario? Chi può realizzare il sogno di trarre da una trama del tipo più adatto alla tua impresa, la giusta variazione sul tema? Nessuno, perché non c’è limite alla nostra fantasia e all’estro di organizzare una storia e una musica sempre nuova…